È tempo di uscire allo scoperto.
Doppio Centro
Bisogna avere rispetto per la domanda.
Non speculare o approfittare della richiesta.
Semmai dobbiamo trovare delle risposte adeguate.

Penso che i tempi siano maturi per uscire allo scoperto, e per condividere ciò che nella mia fortunata esistenza mi è capitato di sperimentare.

Da diversi anni (brutto segno, perché vuol dire che gli anni stanno passando) alcune accademie e studi di doppiaggio mi chiedono di insegnare.

Ma insegnare cosa? Questa è la domanda che mi sono sempre fatto.

Tutti, più o meno, fino a questo momento mi hanno proposto di insegnare recitazione, teatro, doppiaggio, uso della voce, dizione, eccetera.

E se devo dirla tutta, con il massimo rispetto per tutti coloro che hanno creduto in me, non ho mai trovato quello che speravo.

Nella mia testardaggine, ho sempre cercato di più.

Una condizione e un criterio di formazione che permettessero di favorirela cosa più sensata, almeno per me, che ho dedicato gran parte della mia vita alla pedagogia e all’antropologia delle espressività sceniche.

Trasmettere un mestiere.

Alla stregua di una scuola per idraulici o falegnami,dare strumenti e intuizioni, che mettano le persone in condizione di avvicinare (se nonacquisire) la conoscenza della materia, ovvero l’approfondimento fin nei minimi dettagli di quello che andrebbe studiato ed elaborato.

Insegnare vuol dire lasciare un segno,una traccia,un germein chi desidera studiare e conoscere.

Accendere la passione, il desiderio di migliorarsi, di essere ogni giorno la versione migliore possibile di se stessi.

Ma per compiere questa piccola impresa ci vuole un impulso.

Un impulso che dia vita a due movimenti simultanei,verso il dentro e verso il fuori, per poter affrontare il mondo a testa alta e con una preparazione adeguata.

Nella miafollia, questo movimento èDoppio Centro.

Gabriele Calindri

Gabriele Calindri